«

»

gen
29

L’amore, soltanto l’amore, può farti guarire…

L’amore, soltanto
l’amore, può farti guarire…


Ciao giovani,
alla catechesi di martedì 24 gennaio Arcangelo & Annarita ci hanno fatti dono della presenza di don Mimmo!
L’incontro è stato un’occasione per ricordarci il tema della vocazione partendo dal celebre dipinto “Vocazione di san Matteo” di Caravaggio e ripercorrendo l’esperienza vocazionale di questo giovane sacerdote.

Don Mimmo nasce 42 anni fa a Bari, frequenta l’Istituto d’arte, e durante gli anni di scuola superiore ha la possibilità (che lui oggi chiama “dono”) di vivere esperienze parallele: da una parte una realtà
scolastica che spesso lo spinge a conformarsi a modi di fare poco maturi, un lavoro ben retribuito, molti amici (conosce addirittura una ragazza che sarebbe diventata una famosa pornostar!), dall’altra è
assiduo a messa ogni domenica e si trova a fare assistenza a un sacerdote che ha subito un grave incidente stradale.
Un giorno le due strade si incontrano, avverte la Sua chiamata:
abbandonando il suo lavoro e la sua amata città, inizia, anzi, continua il suo cammino al seminario di Napoli. Si innamora del Golfo di Napoli su cui si affaccia la finestra della sua stanza, diventa
diacono, è certo della sua vocazione, ma l’anno prima della sua Ordinazione cade in un baratro: gli viene diagnosticato un tumore al midollo spinale, che lo paralizza del tutto.
Adesso è lui che ha
bisogno di assistenza, è lui a dover rispondere alle domande delle persone che gli sono intorno: “Per Dio hai lasciato tutto ciò che avevi, e adesso dov’è Dio per te?”, ed è lui a giocarsi l’intera vocazione.

Il 2 gennaio 1996 viene operato presso l’ospedale Gemelli a Roma con un intervento difficile e lungo con poche probabilità di riuscita: al risveglio in terapia intensiva, nei pochi minuti che vengono concessi
a sua madre di salutarlo, le chiede di far dire una messa per i bambini malati; al ritorno sua mamma gli porta un libricino di preghiere…
Una frase… “Gesù disse al paralitico: alzati e cammina!”. Da quel momento inizia ad avvertire sensibilità ai piedi: tre giorni dopo cammina.

Ordinato sacerdote, cosa gli ha lasciato questa esperienza? Il grande dono della testimonianza, della convinzione totale che “Gesù è!”, il poter riuscire a comprendere la sofferenza fisica e intima di ogni
malato, proprio perché lo ha esperito sulla propria pelle. Emozionato, ci racconta qualcuna delle sue esperienze vissute intorno agli ammalati, e in particolare quella vissuta a Lourdes, dove ogni anno presta servizio: una famiglia che si immerge nelle piscine pregando e sperando nella guarigione della mamma, rimasta in India; un uomo paralizzato che ringrazia chi ha potuto calarlo in acqua battendo qualche dita della mano.

A una sola domanda è difficile rispondere: PERCHE’? Don Mimmo forse ha trovato la sua risposta: Dio è un pazzo, è un folle! Ricorda cosa ha scritto santa Maria Kowalska : “Dio scrive dritto sulle righe storte
dell’uomo.” Noi uomini siamo dei canali entro cui viaggia lo Spirito Santo. Come possiamo stabilire cosa Dio ha in mente per noi? Dobbiamo ritenere un dono tutto ciò che ci caratterizza, anche la malattia e dopo la guarigione: se il Signore sceglie di farci dono della guarigione non è per merito, ma è perché sa e desidera che la nostra guarigione in qualche modo sia trasformata in altri doni che solo chi è stato guarito è in grado di rendere!
Non bisogna mai smettere di credere nella Divina Misericordia e di ricordare che per primo Cristo conosce e comprende le nostre sofferenze perché Lui stesso per primo le ha patite durante la sua Passione.

Dio non ci giudica, non ci rimprovera, vuole solo il nostro bene. Ci ama così tanto da salvare anche il peggior criminale che si converte.
Dio vuole che ci salviamo e una prova di questo è un episodio che ci racconta Giovanni nel suo Vangelo: quando Gesù incontra l’adultera non
la guarda negli occhi per non metterla in imbarazzo, ma si china, scrive per terra e le dice “Và e non peccare più”.
Dio è con noi sempre, non può essere diviso dalla nostra quotidianità:
molto spiritosamente ci racconta di come molti ragazzi che partecipano alla Santa Messa che lui celebra di frequente in una cappella di una spiaggia barese, sono vestiti con il costume da bagno, e di come anche
una nota compagnia teatrale lo invita alla “prima” dei loro spettacoli per ricevere la sua benedizione. Tutta la nostra vita deve mischiarsi con Dio!
E per chi non riuscisse a vedere il volto del Signore, deve solo accarezzare un bambino piccolo e lasciare che lui sorrida: ecco il volto di Dio!

La routine e i disvalori della società dei nostri giorni possono spesso portarci a dubitare, o ad avere paura di Dio. A volte, ci spiega, la paura può essere causata dalle parole “difficili” che usa la Chiesa:”E’ vero, ci hanno insegnato che se si pecca si va all’inferno, ma l’inferno esiste solo se lo vogliamo noi.”
Grazie alla sua esperienza, don Mimmo si sente di consigliare ai catechisti di parlare ai bambini e ai ragazzi delle loro esperienze, dei loro vissuti, piuttosto che usare schemi imparati a memoria dai testi, perché sarebbero come “cibo riscaldato al microonde”.

Prima di salutarci abbiamo ascoltato la canzone “Figlio di un Re” di Cesare Cremonini perché sarà il tema del prossimo disco-forum che don Mimmo organizza periodicamente presso la sua parrocchia, a cui siamo
tutti invitati.
Le parole più significative sono “Puoi persino morire: comunque l’amore è laddove sei pronto a soffrire, lasciando ogni cosa al suo posto e partire anche tu come me. L‘amore, soltanto l’amore, può farti
guarire anche tu come me
“.

Noi giovani dobbiamo sentirci ringraziati da Dio per questa testimonianza, oltre che ringraziarlo.
Personalmente questo incontro mi ha molto emozionata, perché l’ho sentito molto vicino a me.  Spero di aver trasmesso vivamente la mia emozione attraverso le mie parole, e se avete anche voi voglia di condividere le vostre lasciate un commento!

Alessandra


Lascia un Commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!

Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>