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La Relazione…per riflettere

“Quando uno è innamorato, fa di tutto…


nessuno può avere la certezza della propria storia, della propria vocazione, del proprio successo nell’amore, del proprio futuro..però se uno avverte che la strada dell’amore, del suo amore è quella, uno rischia e si butta..”
Inizia così il video-testimonianza di Suor Giulia, il quale ha aperto l’incontro dei Giovanissimi Triennio sul tema “La Relazione”..
Come ho già menzionato prima, è stato il monologo di una suona di clausura a darci un input per iniziare un lungo dibattito con “vari riferimenti e riflessioni”..
Inizialmente il dibattito è stato caratterizzato dalle nostre conoscenze riguardo “la clausura”; in fondo tutti pensiamo di sapere, ma solo chi si trova nella medesima situazione può comprendere meglio e può dire cosa realmente significhi.
Ma analizzando a fondo alcune risposte che la Sorella ci fornisce, arriviamo ad un punto dove testuali parole riescono a colpire nel segno il tema “..quando noi incontriamo le persone,che vengono a suonare alla nostra porta, noi incontriamo il mondo, noi abbiamo a che fare con gli altri..che hanno bisogno, o di fare una chiacchierata o proprio di svuotare il sacco della loro vita, perché non riescono più a portarne il peso..” Allora, perché “svuotare il sacco” ad una suora?
Qui, io personalmente, ho sentito risalire a galla un ricordo che, quando ha occasione, mi riporta un senso di gratitudine, gratitudine verso chi, difficile da dire e da capire, non ho mai guardato in faccia. Sto facendo riferimento all’occasione, che ci fu offerta durante la Giornata Mondiale della Gioventù 2011 tenutasi a Madrid, di poterci confessare, mettendo a disposizione 200 sacerdoti volontari, per noi sconosciuti.

E’ un’esperienza che quasi tutti i presenti alla GMG penso abbiano vissuto, infatti Giuseppe, un altro compagno di viaggio e di “triennio” ha condiviso quest’esperienza e questo senso di gratitudine. So che molti potrebbero non capire cosa cerco di esporvi, ma così su un “foglio” bianco è ben difficile descrivere sensazioni che, “come una mazzata di coltello”, hanno segnato tutti coloro che hanno provato le stesse sensazioni mie. Per questo vi chiedo scusa!

Tornando a noi, dalla condivisione di questa esperienza, ognuno ha ipotizzato le motivazioni per la quale bisogna rivolgersi proprio ad una suora per “svuotare il sacco”: la sua figura come mediazione tra l’uomo e Dio, la sua spiccata conoscenza di determinati problemi magari già riscontrati con altre persone, la sua possibile identità ignota per noi, o, nel migliore dei casi, la sua capacità di ASCOLTO…
Personalmente penso che quest’ultima sia la più idonea, infatti come ha anche condiviso il Papa durante la Giornata della Comunicazione in data odierna “..C’è ascolto anche attraverso il silenzio! Il silenzio, la capacita’ di ascolto dell’altro, sono momenti essenziali della comunicazione.
Tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee”.
A mio parere, se non c’è anche comunicazione non c’è RELAZIONE…Quindi impariamo ad ascoltare e ad ascoltarci, pur rimanendo in silenzio.

Annamaria

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