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nov
24

TI VEDO, TI SENTO E TI VIVO.

Ieri sera, durante la riunione del gruppo giovani, abbiamo continuato a parlare di vocazione…

Ieri sera, durante la riunione del gruppo giovani, abbiamo continuato a parlare di vocazione proprio attraverso l’analisi e la rappresentazione della personale “chiamata” di tre personaggi biblici, Zaccheo, Bartimeo e Geremia di epoche tra loro differenti, e lo abbiamo fatto attraverso l’utilizzo di 3 differenti strumenti: un’icona, un video ed un testo.

L’ICONA

La chiamata di Zaccheo è  stata approfondita dalla lettura ed interpretazione dell’icona scelta dalla Diocesi Bari – Bitonto per la meditazione, durante il tempo di avvento, che avrà inizio la prossima domenica.

La sacra raffigurazione è divisa in due parti.

La prima, quella in basso, rappresenta l’incontro di Gesù e Zaccheo.

La seconda, in alto, rappresenta il momento più intimo che avviene durante il dialogo tra Gesù e Zaccheo “oggi per questa casa è venuta la salvezza”.

Per il momento liturgico che ci prepariamo ormai a vivere, ci siamo soffermati sulla prima scena dell’icona, in cui si evince la figura di un uomo, o meglio, dai lineamenti del volto e dall’atteggiamento che assume si potrebbe parlare di un ragazzo, il quale, mosso dal desiderio di vedere Gesù si arrampica su un sicomoro, albero che appartiene alla famiglia dei fichi (significanti la ricerca della verità); gesto inconsueto per un uomo di un alto ceto sociale che si desume dal suo abito bianco impreziosito e dall’utilizzo di scarpe ai piedi, anziché calzari tradizionali.

Gesù, vestito da abiti sacerdotali (la tunica rossa divinità e il mantello blu umanità) stringe nella mano sinistra il rotolo, il rotolo della Parola che “consegna proprio a questo piccolo uomo da tutti giudicato male”. La mano destra del Cristo benedice Zaccheo, il quale, con cuore grande accoglie insegnamenti e parola. Curiosa l’immagine di Pietro, l’ombra perfetta di Gesù,  che assume un atteggiamento differente dal suo maestro: egli infatti muove un dito giudicante contro il peccatore Zaccheo e non benedicente; curiosa è altresì la mano di Giovanni che lascia a Gesù la possibilità del “fare di testa sua”.

IL VIDEO

La chiamata di Bartimeo, invece, è stata approfondita da una spiegazione del Mons. Sigalini attraverso la proiezione di un video.

Bartimeo, un mendicante cieco, riconosce nel mormorìo della folla Gesù e grida invocando il suo aiuto “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me”. Un grido fiducioso, consapevole che l’incontro con il figlio di Davide gli cambierà la vita, un grido che non si ferma dinanzi alla folla infastidita, la stessa folla che dopo gli dice “Coraggio! Alzati, ti chiama!”.

Bartimeo lascia tutto, lascia il suo mantello, la sua vita, per accogliere la parola di Gesù. Ed è proprio la sua fede che lo salva.

L’incontro di Gesù con Bartimeo dovrebbe farci riflettere sulla conversione, sulla guarigione.

IL TESTO

La figura di Geremia è stata proposta attraverso un testo che riporta la meditazione dell’ Arcivescovo Mons. Cacucci.Geremia è il profeta, chiamato a proclamare un messaggio di Dio. E’ Dio che lo sceglie, gli affida una missione, ma gli dona anche la forza e il coraggio per affrontare tutte le difficoltà.

Dio gli comunica un’esperienza eccezionale, esperienze che possono ripetersi nella nostra vita. Il Signore ha pensato anche ad ognuno di noi, la nostra vita disegnata da Lui. Conoscere questa visione può dar senso ai tanti momenti di buio e smarrimento che viviamo nel quotidiano.

L’inquietudine di Geremia sottolinea quanto sia difficile vivere una chiamata; egli di animo tenero viene invitato a “Sradicare e demolire per distruggere ed abbattere”, vorrebbe vivere una vita serena, ma il Signore lo chiama a vivere una lotta continua; per questo quando parla con Dio egli esprime angoscia.

Geremia è il profeta inoltre, della speranza per il suo popolo, egli accende questa speranza che è chiamato a vivere in prima persona e permette a  noi di diventare i protagonisti di una progettazione della speranza per il futuro.

Al termine dell’incontro ci siamo cimentati in un “test semiserio sulla conoscenza del Vangelo” i cui risultati sono stati tutt’ altro che semiseri …!

Per vedere il Signore, per riconoscere la sua voce e per decidere di vivere l’Amore in libertà è necessario conoscere anche la sua storia attraverso la Bibbia.

Annarita

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