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nov
10

Ho bisogno di TE!

L’ultimo incontro dei giovani non è stata la solita catechesi ma è avvenuto un incontro, anzi scusate, è avvenuto L’INCONTRO con LUI, sì proprio con Gesù.


Dopo un po’ di catechesi avevamo proprio bisogno di fermarci per incontrare, parlare e ascoltare Gesù: avevamo bisogno di Gesù. Ma come incontrarlo? Ci sono tanti strumenti a nostra disposizione ma quello più adatto è la “preghiera”.
Le sensazioni che si provano durante un momento di preghiera sono del tutto personali e sono difficili da scrivere e da far arrivare agli altri, quindi mi limito a raccontare il nostro momento di preghiera in modo da poter far “vivere” questo incontro a chi non c’era e farlo “ri-vivere” a chi c’era.
Sicuramente il luogo in cui incontrare Gesù non è una stanza qualunque ma è nella sua casa, la Chiesa. Lui è sempre lì in quello scrigno prezioso con la Sua luce rossa sempre accesa che ci indica come un semaforo rosso: “fermati, ci sono Io”, “ho bisogno di te”.
Ogni incontro di preghiera inizia con il preparare il nostro cuore per sentire !OPS! ASCOLTARE cosa Gesù vuole dirci.

Come si fa? Pensiamo che il nostro cuore sia come una radio cerchiamo, uno, la frequenza giusta per captare il messaggio che Gesù in questo momento di preghiera ha per noi; due, cerchiamo di abbassare il volume e di fare silenzio per ascoltare il messaggio che Gesù trasmette sulla nostra frequenza. Abbiamo sintonizzato la nostra radio, volevo dire, il nostro cuore? Non ci siamo riusciti, non ci preoccupiamo; abbiamo un sintonizzatore di eccezione lo Spirito Santo, che ci permette di sintonizzarci con Gesù, di metterci sulla Sua stessa frequenza d’onda.
Il nostro cuore non è ancora pronto per incontrare Lui, dobbiamo lasciare ai piedi della croce una catena, simbolo di tutto ciò che ci è di ostacolo per incontrare e ascoltare Gesù. Quindi quando poggiamo la catena ai piedi della croce chiediamoci: chi o cosa ci impedisce di incontrare e ascoltare Lui? Forse il nostro carattere, il non saper far silenzio, il non saper pregare, l’aver fretta di avere delle risposte, il non aver voglia di cambiare, la paura di ascoltare parole che non vorremmo mai sentir dire… (io ho pensato a queste, voi?).
Siamo pronti? Si, ora possiamo ascoltare la Parola di Dio accompagnata da una lampada accesa, il Vangelo di Giovanni 1,35-42 (mi raccomando leggiamolo).


Nel silenzio cerchiamo di riflettere cosa vuol dirci questa Parola. Gesù vuole constatare il motivo che ci spinge a metterci in cammino con la domanda “CHE COSA CERCATE?”; segue un ulteriore domanda fatta dai discepoli che lo seguono “DOVE ABITI?”.

Attualizziamo le domande, interroghiamoci sulla nostra testimonianza di giovani in cammino:

  • perché ho deciso di seguire Cristo?
  • quali paure ho nel mio agire cristiano?
  • quanta gioia mi accompagna nel mio cammino?
  • quali sono i luoghi in cui sono testimone di Cristo?

Mi raccomando rispondiamo dentro di noi. Io cerco di condividere con voi qualcosa: se penso alla mia chiamata è sempre legata all’incontro con una persona che mi ha invitato o mi ha provocato e che ha suscitato in me un desiderio, a cui ho risposto con il mettermi in gioco e alla ricerca di Lui.

La gioia che accompagna questo mio cammino, sempre in ricerca, è tantissima; e questa gioia parte sempre dagli altri, dalla fiducia che le persone che incontro ripongono in me, anche senza conoscermi, forse conoscono solo il mio nome, dai loro occhi felici. Nella mia vita le relazioni con gli altri sono molto importanti, credo che non riuscirei a vivere senza gli altri, quindi la mia paura di cristiano è quello di non essere all’altezza, non essere degno di tutta questa fiducia che gli altri ripongono in me, ovvero tradirli e rimanere da sola; perché il ruolo che ho è quello di essere “testimone credibile del Vangelo”, cioè sono un “cristiano”. La cosa che mi rincuora è che la fiducia che Lui ha nei miei confronti non verrà mai meno, anche se sbaglio.

Concludiamo il nostro momento di preghiera con le parole di Giovanni Paolo II rivolte ai giovani, riporto solo una frase che è quella che sento più vicina perché io sono una persona che va sempre controcorrente:

Non abbiate paura di proclamare, in ogni circostanza il Vangelo della Croce.
Non abbiate paura di andare controcorrente.

Alla fine di ogni esperienza dobbiamo portare con noi qualcosa che ci ricorda questo momento di preghiera, cosa? una PIETRA.
Siamo chiamati ad essere PIETRE VIVE, SCELTE E PREZIOSE:

  • pietre, perché capaci di fare la nostra parte nella costruzione di un grande edificio, che è la Chiesa!
  • vive, perché capaci di ricercare il bene, di regalarlo… perché capaci di amare!
  • scelte, perché voluti e amati da Gesù, proprio così come siamo!
  • preziose, perché speciali, unici, agli occhi e nel cuore di Gesù!

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