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ott
20

Una voce di…felicità!

Il tema di questo nuovo anno pastorale 2011 / 2012 è la VOCAZIONE

La catechesi dei giovanissimi del triennio di “fuoco” del 19 Ottobre è stata intitolata “Chiamati ad Amare”; all’interno di questa catechesi è stata introdotta il pezzo del vangelo che racconta del cieco Bartimeo che nella città di Gerico sedeva lungo la strada a mendicare. Costui sentendo che c’era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. La folla lo sgridava per farlo tacere ma Bartimeo continuava sempre a gridare. Allora Gesù si fermò e disse: “Chiamatelo!”. E chiamarono il cieco dicendogli: “Coraggio! Alzati, ti chiama”. Subito egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù il quale chiese al cieco: “Che cosa vuoi che io ti faccia?” E il cieco a Lui: ” Rabbunì, che io riabbia la vista!”. Allora Gesù gli disse: “Và, la tua fede ti ha salvato”. E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.

Dopo la lettura del vangelo, i nostri educatori ci hanno portato nell’altra camera dove c’era un’atmosfera tipo adorazione eucaristica notturna che si svolge durante il ritiro; buio, lumini rossi profumati e musica di sottofondo. Lì i nostri fantastici educatori hanno riletto il vangelo, interpretandolo in altre parole in modo da comprendere ogni singolo passaggio del racconto. Successivamente è stato chiesto a ciascun ragazzo di immedesimarsi  ogni punto principale, quali:

1) Bartimeo cieco  2) sedeva lungo la strada a mendicare  3) al sentire che c’era Gesù

4) cominciò a gridare  5) ma egli gridava più forte  6) “Chiamatelo”

7) gettato…balzò…e venne da Gesù  8) “Che cosa vuoi che io ti faccia?”

9)…che io riabbia…  10) …la tua fede…  11) …e subito riacquistò…

Ognuno ha espresso la sua opinione personale. Su Bartimeo si è detto che si sia ormai rassegnato alla sua cecità che lo paralizzava, alla sua ormai prossima morte nell’assoluta povertà con il solo mantello della notte che possedeva, ma quando avvertì uno strano fermento nell’aria, chiese con un filo di voce ad un passante cosa stia succedendo, e quello gli parla della venuta di Gesù a Gerico. Subito un fermento interiore scosse quel cieco che subito implorò pietà al figlio di Davide; la folla però gli fa da ostacolo, cioè impedisce al cieco di incontrare il Signore ma il cieco con molto coraggio tenta di superare l’ostacolo e continuare a gridare pietà. Allora Gesù si girò e chiese di portare il cieco a sè. La folla era molto incredula ma alla fine fecero ciò che era stato loro ordinato. Bartimeo aveva trascorso troppo tempo a ripensare alla sua cecità, da sapere bene che non si trattava solo di un problema ai suoi occhi; colpito dall’Amore che emanava quell’uomo davanti a sè, chiese di vedere nuovamente. Dopo la risposta di Gesù, Bartimeo si sentì libero dalle sue paure, dai rancori, dall’oppressione che lo teneva prigioniero fino a quel momento; subito tornò a vedere la bellissima luce degli occhi di Gesù e voleva imparare nuovamente ad amare. Così con il cuore pieno di felicità, si mise in cammino, insieme agli altri, dietro il suo Salvatore. Non sapeva cosa lo aspettava, ma finalmente era libero. La nostra educatrice inoltre ha fatto una bellissima riflessione sulla folla vista come un insieme di testimoni, poichè era un grande ostacolo per il cieco, però si è ricreduta di fronte al coraggio di Bartimeo per incontrare Gesù; inoltre ciò che è successo era una testimonianza alla folla. Il messaggio finale? Cercare di essere felici seguendo quel fermento interiore, quella voce che ci CHIAMA e ci permette di vedere non più nel buio ma nella bellissima luce di Nostro Signore Gesù lasciando alle spalle le nostre paure e tutti quei turbamenti che non ci fanno vivere nella gioia. Infine tutto questo sia testimonianza agli altri:  VIVERE NELLA GIOIA DEL SIGNORE È LA COSA PIÙ BELLA CHE OGNUNO DI NOI ABBIA AVUTO COME DONO NELLA PROPRIA VITA, NELLA PROPRIA FEDE.

1 commento

  1. Andrea scrive:

    Una catechesi a dir poco perfetta…. che altro si può volere di più?

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