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Capodanno Alternativo … Ritornando a casa…

Eccoci di ritorno dalla settima edizione del capodanno “alternativo”, un’esperienza che ha lasciato un segno in ciascuno di noi.


Ventitrè giovani (e non) hanno deciso di vivere il capodanno in maniera diversa dal solito ma non per questo meno divertente.

La prima tappa è stata Assisi. Proprio nella città di San Francesco abbiamo trascorso l’ultimo giorno dell’anno incontrando le suore alcantarine di Casa Frate Jacopa che, grazie ad alcuni spunti di riflessione, ci hanno dato modo di fare “memoriale” del 2010 appena trascorso.
Anche noi la sera del 31 abbiamo partecipato ad un cenone: eravamo tutti  seduti per terra con i nostri vassoi e i nostri piatti pronti a condividere un altro momento con tantissimi giovani provenienti da tutta l’Italia.

Ci siamo anche divertiti ballando e scatenandoci durante la festa organizzata dai francescani; anche questo momento non è stato privo di riflessione, infatti siamo stati arricchiti dalla testimonianza dei genitori di Chiara Luce Badano, una ragazza (a settembre proclamata Beata), morta a 17 anni a causa di un tumore,  che ha saputo affrontare la malattia con gioia e positività.
A mezzanotte eravamo tutti in chiesa per partecipare alla veglia di fine anno, ringraziando Dio per l’anno appena trascorso.

Non sono di certo mancati i momenti di relax, infatti abbiamo trascorso una giornata stupenda a Prati di Tivo scivolando sulla neve!
Sono stati quattro giorni intensi, ricchi di emozioni, che ci hanno portato un pò indietro nel tempo ma che ci hanno dato la carica per affrontare il nuovo anno cercando di prendere sempre quello che c’è di positivo in ogni esperienza!
Appuntamento all’VIII edizione del capodanno alternativo e perchè no anche in tua compagnia!
Buon 2011!

Puoi guardare le foto e i video del capodanno alternativo visitando la foto gallery e la video gallery

1 commento

  1. Angela Burdi scrive:

    Il Capodanno alternativo è…come il ritiro comunitario o il pellegrinaggio a Medjugorje, la nostra capacità comunitaria messa alla prova. In questi eventi si rivela a noi il nostro essere, la nostra vera identità e la nostra coerenza più profonda. Se nel nostro piccolo nucleo comunitario siamo catechisti o qualcosa di simile, in mezzo ad una folla in preghiera, o nell’intimità di una riflessione, o nella condivisione e nel confronto di pensieri profondi e privati chi siamo? è in questi momenti che ci scontriamo o ci incontriamo con la nostra vera missione, con che cosa siamo realmente e per che cosa realmente viviamo.
    Per questo non è possibile trovarsi bene qui nel nostro piccolo e stare male in un altro luogo; oppure stare bene in mezzo all’oceano di folla a Lourdes e affermare che qui non ci si trova bene…vuol dire che c’è un evidente scollamento, c’è un’incongruenza, c’è una contraddizione…come facciamo a star bene solo in un luogo e non nell’altro se siamo la stessa persona?? o forse dubitiamo che Cristo sia il medesimo in uno e nell’altro posto?? oppure crediamo che noi dobbiamo essere diversi in luoghi diversi?
    Il Capodanno alternativo è stato un modo attraverso il quale ci siamo guardati allo specchio e abbiamo verificato che il volto che vedevamo riflesso lo riconoscessimo proprio come il nostro.

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